MISURAZIONE DEL COLORE
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Misurazione del Colore

 

Gli strumenti usati per misurare il colore sono costruiti in modo da fornire la distribuzione della luce riflessa o trasmessa del corpo opaco o trasparente nel campo dello spettro ottico, ossia gli spettri di riflettanza o di trasmittanza (curva di colore). Gli spettri individuano una grandezza fisica del corpo ma, attraverso l'applicazione dei concetti di colorimetria tristimolo, si trasforma tale grandezza nei dati di percezione di colore dell'occhio umano.

Limitando la trattazione ai corpi opachi, come lo sono tutte le tinture, lo strumento fornirà la curva di riflettanza, come rapporto tra l'energia riflessa dal corpo, ad una determinata lunghezza d'onda, e quella riflessa da una superficie bianca ideale, ad uguale lunghezza d'onda, illuminate ed osservate nelle medesime condizioni e ciò per tutte le lunghezze d'onda dello spettro ottico.

La curva di riflettanza rappresenta il contrassegno del colore ed essendo un rapporto è indipendente dalla ripartizione spettrale della sorgente luminosa impiegata per la misurazione. Ciò è valido per i campioni non fluorescenti, al punto da consentire l'uso di una lampada qualsiasi. Tuttavia, con campioni fluorescenti, all'energia riflessa dal corpo si aggiunge la luce di fluorescenza (trasformazione di luce da lunghezza d'onda più corta in luce a lunghezza d'onda più lunga), che influenza il valore di riflettanza misurato, in dipendenza della ripartizione spettrale della lampada usata. Quest'ultima dovrà essere scelta in modo da corrispondere alla luce standard, per la quale si desidera stabilire i valori tristimolo. Normalmente si sceglie una lampada che riproduce lo spettro della luce diurna (con la sua componente U.V.).

I valori tristimolo potranno essere calcolati moltiplicando i valori di riflettanza (ad ogni intervallo di lunghezza d'onda) per quelli della ripartizione spettrale dell'illuminante scelto e per ciascuna delle tre funzioni color-matching x(À), y(À) e z(À) in ogni intervallo di lunghezza d'onda, facendone la somma dei prodotti che si riferiscono ad ogni funzione color-matching, per ricavare rispettivamente i valori X, Y e Z.

Per la misurazione si possono utilizzare due tipi di strumenti: lo spettrofotometro e il colorimetro tristimolo, anche se oggi, presso le case produttrici di coloranti, e sempre più nelle aziende, si assiste all'introduzione dello spettrofotometro.

 

 

SPETTROFOTOMETRO

 

 

Lo spettrofotometro è in grado di misurare la riflettanza o la trasmittanza, variando in modo continuo la lunghezza d'onda, registrando automaticamente l'intera curva.

Con la disposizione la luce viene scomposta nelle singole lunghezze d'onda prima di colpire il campione. Con tale disposizione e con campioni fluorescenti non si raggiunge un giudizio esatto, mentre in tutti gli altri casi non si evidenziano particolari problemi. Oggi, però, si preferisce utilizzare un apparecchio con illuminazione policromatica, cioè quella con l'intero spettro della sorgente luminosa e analizzare la luce riflessa dal campione, registrandola nelle sue componenti spettrali. La disposizione corrisponde anche a quella della visione del colore dell' occhio.

La luce emessa dalla sorgente deve incidere sul campione in esame e sul bianco standard nelle stesse condizioni d'illuminazione e di osservazione.

L'apparecchio prima di ogni misurazione deve essere tarato col bianco standard, ossia con una sostanza avente un "bianco ideale" alla quale riferire tutte le misurazioni. Come bianco standard vengono utilizzati campioni di ceramica, di porcellana o piastrine di solfato di bario, con riflettanze che si approssimano a quelle del "bianco ideale".

 

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Ultimo aggiornamento: 17-06-09