METAMERIA
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Metameria

In senso generale si usa per descrivere il fenomeno secondo cui due oggetti presentano lo stesso colore sotto un insieme di condizioni di osservazione e colori diversi sotto un altro insieme di condizioni.

 

Per un dato illuminante due colori sembrano identici ad un osservatore standard, se essi hanno gli stessi valori tristimulus, questa circostanza si può verificare anche se due oggetti hanno differenti curve di riflettanza.

 

Per rappresentare tale situazione: le due curve del fattore di riflettanza hanno identici valori tristimulus per l'osservatore standard e l'illuminante C. Alla luce del giorno mostreranno lo stesso colore alla maggior parte degli osservatori, ma sotto la lampada al tungsteno o sotto altre sorgenti luminose evidenzieranno diversità, perché in queste condizioni non hanno gli stessi valori tristimulus.

La ragione psicologica della metameria è da ricercarsi nei tre processi sensoriali della percezione del colore: infatti essi sono sensibili al prodotto S(λ).R(λ), della distribuzione energetica dell'illuminante per il fattore di riflettanza, in tre ampi intervalli dello spettro e non a specifiche differenze spettrali.

Una differenza positiva del fattore di riflettanza tra due curve in un intervallo si può compensare con una differenza negativa in un intervallo adiacente, con un responso risultante identico del ricettore sensorio ad entrambi gli stimoli.

Nella pratica della formulazione dei coloranti la metameria è una difficoltà molto comune: il problema fondamentale è l'impossibilità di riprodurre esattamente la curva del fattore di riflettanza dello standard, perché si usano differenti

coloranti e/o substrati. Il termine "non metamero" o “non metamerico” si usa per campioni con identiche curve del fattore di riflettanza.

L'aspetto matematico del fenomeno risiede nell'analisi dell'espressione dei valori tristimulus.

 

Se ad un osservatore risulta che due oggetti hanno lo stesso colore  rispetto ad un illuminante,mentre appaiono diversi rispetto ad un altro illuminante, si parla di metameria dovuta all'illuminante.

Questo fenomeno è il più comune nella pratica e riveste un'importanza economica rilevante laddove, ad esempio,

due parti di tessuto diversamente confezionate si possono considerare dello stesso colore sotto qualsiasi condizione d'illuminazione.

 

Se ad un osservatore risulta che due oggetti hanno lo stesso colore rispetto ad un illuminante, mentre, sempre rispetto al medesimo illuminante appaiono diversi rispetto ad un altro osservatore si parla di metameria dovuta all'osservatore, ( o cliente impossibile ! ).

 

Nella pratica può causare disaccordi tra coloristi o venditore e acquirente, in quanto una parte giudica un'imitazione accettabile e l'altra, caratterizzata da differenti funzioni color-matching, non condivide la valutazione.

 

Ad un osservatore risulta che due oggetti, irraggiati con lo stesso illuminante S(λ) ed osservati contemporaneamente sotto un particolare angolo gli mostrano lo stesso colore ed appaiono diversi sotto un altro angolo di osservazione si parla di metameria geometrica. Tale fenomeno si manifesta particolarmente in quegli oggetti piuttosto lucidi come le vernici e le plastiche, che cambiano colore al variare delle condizioni angolari di osservazione. La valutazione quantitativa del fenomeno è possibile con uno spettrofotogoniometro, ossia uno strumento che permette di rilevare la curva del fattore di riflettanza in funzione dell'angolo di incidenza della luce e dell'angolo di osservazione; nel campo tessile non è generalmente un problema importante.

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Ultimo aggiornamento: 17-06-09