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Alla determinazione delle solidità sono preposti istituti nazionali e internazionali per la normalizzazione, come:
AFNOR - Association Française de Normalisation. ISO - International Organisation for Standardization, UNI - Unificazione Nazionale Italiana, DIN - Deutsches Institut fur Normung, B.S. - British Standard, SNV - Ente di normalizzazione svizzero, ASTM - American Standard Tests Methods, AATCC- American Association of Textile Chemists and Colorists.
I metodi di prova sono scelti in modo da essere:
SEMPLICI - Devono richiedere un'attrezzatura minima ed essere alla portata di qualsiasi operatore. RIPRODUCIBILI - Il metodo deve descrivere con molta accuratezza sia l'attrezzatura, sia la manualità necessaria, al fine di ottenere risultati concordanti in prove eseguite da laboratori diversi. FEDELI - Devono corrispondere il più possibile ai trattamenti consueti di fabbricazione ed alle normali condizioni d'impiego. TALI CHE I RISULTATI SIANO FACILMENTE ESPRIMIBILI - Il risultato delle prove deve essere espresso mediante pochi numeri o simboli che non diano luogo ad errori di interpretazione.
Tutte le solidità vengono contraddistinte con numeri che vanno da 1 a 5, ad eccezione della solidità alla luce che ha un intervallo più ampio da 1 a 8; l'indice 1 rappresenta sempre il risultato peggiore.
L'indice è accompagnato, se necessario, da una lettera maiuscola per precisare l'eventuale viraggio di colore subito dalla tinta durante il trattamento. L'alterazione della tinta si manifesta con la diminuzione dell'intensità o col suo viraggio e può dipendere dall'insieme di questi due fattori. Si verifica un viraggio di tono quando la tinta è stata ottenuta combinando più coloranti il cui specifico comportamento verso l'agente di degradazione è diverso; è il caso di un verde ottenuto da un blu e da un giallo: se il giallo è più sensibile all'agente di degradazione si otterrà una tinta verde più bluastra, ammettendo però che i prodotti di degradazione siano incolori. In molti casi vengono forniti gli indici di "scarico" intesi a dimostrare il comportamento del colorante scaricato dal campione tinto a contatto con tessuti bianchi testimonio.
Tra le solidità all'uso si elencano le seguenti:
UNI 5139 - Solidità agli acidi; UNI 5140 - Solidità agli alcali; UNI 5146 - Solidità alla luce del giorno; UNI 7639 - Solidità alla luce artificiale con lampada ad arco allo xeno UNI 7640 - Solidità all'azione delle intemperie con esposizione all'aperto UNI 5150 - Solidità ai solventi organici UNI 5152 - Solidità alla stiratura con ferro caldo; UNI 5153 - Solidità allo sfregamento; UNI 5156 - Solidità al lavaggio a mano; UNI 7638 - Solidità al lavaggio a caldo; UNI 5157 - Solidità all'acqua; UNI 5158 - Solidità all'acqua di mare; UNI 5159 - Solidità alla goccia d'acqua; UNI 7633 - Solidità al sudore; UNI 7419 - Solidità all'acqua clorata (acqua di piscina); UNI 5804 - Solidità allo sfregamento in presenza di solventi organici; UNI 7420 - Solidità al calore secco (esclusa la stiratura); UNI 7641 - Solidità all'acqua - acqua calda; UNI 7931 - Solidità all'azione delle intemperie. Esposizione alla lampada ad arco allo xeno; UNI 8268 - Solidità al lavaggio a secco; UNI 8280 - Solidità al lavaggio meccanico con detersivi sintetici; UNI-ISO l05 GOl - Solidità agli ossidi di azoto; UNI 8056 - Metodo per il riconoscimento e la valutazione del fotocromismo per esposizione alla luce artificiale con lampada allo xeno.
Tra le solidità di fabbricazione si elencano le seguenti:
UNI 5141 - Solidità alla sbianca all'ipoclorito; UNI 5142 - Solidità alla sbianca ai perossidi; UNI 5143 - Solidità alla carbonizzazione con cloruro di Al; UNI 5144 - Solidità alla carbonizzazione con acido solforico; UNI 5145 - Solidità al cloraggio acido; UNI 5147 - Solidità alla mercerizzazione; UNI 5148-5149 - Solidità ai metalli nel bagno di tintura (sali di Cr e di Fe e Cu); UNI 5151 - Solidità al decatissaggio all'acqua bollente; UNI 5154 - Solidità alla bollitura all'aria libera; UNI 5155 - Solidità allo zolfo; UNI 5160 - Solidità alla follatura: follatura alcalina; UNI 5161 - Solidità alla follatura acida forte; UNI 5162 - Solidità alla follatura acida leggera; UNI 5163 - Solidità alla sopratintura su lana; UNI 5164 - Solidità al decatissaggio; UNI 5165 - Solidità alla sgommatura; UNI 5166 - Solidità alla sbianca con clorito di sodio; UNI 7632 - Solidità alla formaldeide; UNI 7634 - Solidità alla pieghettatura a vapore; UNI 7635 - Solidità alla vulcanizzazione in aria calda; UNI 7636 - Solidità alla vulcanizzazione a freddo con cloruro di zolfo; UNI 7637 - Solidità alla vulcanizzazione con vapore saturo; UNI 5803 - Solidità al vapore alla pressione atmosferica.
Per il controllo della prova, in alcuni casi è previsto di sottoporre contemporaneamente al campione in esame, un testimonio di controllo, a solidità nota. Se la valutazione del testimonio di controllo dà gli indici tabulati, significa che le condizioni di prova sono corrette ed, in tal caso, si potrà procedere alla valutazione del campione in esame per assegnargli l'indice di solidità. Nella determinazione della solidità alla luce viene impiegata la scala campione (scala dei blu). La valutazione degli indici di solidità viene effettuata sui campioni sottoposti alla prova, eventualmente asciugati e raffreddati, e dopo aver ripreso il loro normale grado di umidità. Si esegue con:
- la scala dei grigi per la "degradazione del colore"; - la scala dei grigi per lo "scarico"
La scala dei grigi per la degradazione del colore dei tessili è costituita da 5 coppie di campioni di colore grigio. In ciascuna coppia ad un campione grigio medio sono affiancati lo stesso campione grigio (quindi una coppia formata da grigi identici) per indicare l'indice di solidità 5 e campioni di grigio sempre più chiari, per indicare, in ciascuna coppia, scarti (contrasti) crescenti, corrispondenti agli indici di solidità da 4 a 1. La scala dei grigi per valutare lo scarico sui tessuti testimonio di scarico è costituita da 5 coppie. In ciascuna coppia affiancati al bianco vi sono: lo stesso campione bianco per indicare l'indice di scarico 5 e campioni sempre più grigi, per individuare scarti (contrasti) crescenti, corrispondenti agli indici di scarico da 4 a 1. Per la valutazione della solidità, qualunque sia il colore, il campione in esame sottoposto alla prova, viene affiancato a quello iniziale, ed il contrasto esistente tra i due è confrontato coi contrasti tarati delle scale dei grigi. Viene allora attribuito al campione in esame il numero (o indice) della coppia della scala dei grigi che mostra un contrasto visivo più vicino e la lettera maiuscola (B, R, G, ecc.) per indicare l'eventuale viraggio di colore. Se il contrasto si trova tra due coppie si attribuisce al campione l'indice intermedio. Normalmente la valutazione viene eseguita mediante controllo visivo da parte di esperti, ma è anche possibile una misura fotometrica, con alcune limitazioni riguardanti i disegni stampati di piccole dimensioni e gli effetti di scarico sui tessuti testimonio non uniformemente colorati. |
Ultimo aggiornamento: 17-06-09
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