Determinazione della solidità alla luce diurna
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Determinazione della solidità alla luce diurna

 

 

La determinazione della solidità alla luce diurna richiede molto tempo, specialmente quando la tinta è solida. Per la sua determinazione il campione in esame si espone alla luce diurna contemporaneamente alla scala di controllo dei blu. Detta scala è costituita da 8 campioni di lana tinta in blu, graduate da 1 a 8, corrispondenti agli indici di solidità; i campioni sono di lana, perché si è riscontrato che le sue tinte sono scarsamente influenzate dalla variazione dell'umidità ambientale.

I coloranti blu sono stati scelti in modo che, solo quando la degradazione del campione n. 1 è evidente, inizia la degradazione del campione n. 2 e così via fino al n. 8.

Le esposizioni vengono effettuate su apposito telaio grigio avente la superficie porta campione inclinata di 45° rispetto alla verticale, orientata verso sud e in atmosfera possibilmente priva di fumi e di vapori acidi. I campioni sono riparati dalle intemperie da una lastra di vetro, posta alla distanza di 5 cm dai campioni stessi, onde permettere la libera circolazione dell'aria.

I campioni in esame e quelli della scala dei blu vengono disposti, si ricopre con schermo opaco la zona centrale e si espone il tutto alla luce.

La durata dell'esposizione è quella necessaria per avere un inizio di degradazione del colore del campione in esame, quando il contrasto tra la parte esposta e non esposta del campione è uguale al contrasto indicato dalla coppia della scala dei grigi per la degradazione, si ricopre con un secondo schermo una delle due parti esposte e si continua l'esposizione fino a quando il contrasto, tra la parte del campione esposto sin dall'inizio della prova e quello non esposto, è uguale al contrasto della coppia della scala dei grigi per la degradazione.

A questo punto si controlla, mediante esatta comparazione, quale degli otto campioni Blu esposti presenta una degradazione di uguale contrasto e si assegna il numero del campione come indice di solidità del campione in esame.

I coloranti blu sono stati scelti in modo che, solo quando la degradazione del campione n. 1 è evidente, inizia la degradazione del campione n. 2 e così via fino al n. 8.

Le esposizioni vengono effettuate su apposito telaio grigio avente la superficie porta campione inclinata di 45° rispetto alla verticale, orientata verso sud e in atmosfera possibilmente priva di fumi e di vapori acidi. I campioni sono riparati dalle intemperie da una lastra di vetro, posta alla distanza di 5 cm dai campioni stessi, onde permettere la libera circolazione dell'aria.

I campioni in esame e quelli della scala dei blu vengono disposti, si ricopre con schermo opaco la zona centrale e si espone il tutto alla luce.

La durata dell'esposizione è quella necessaria per avere un inizio di degradazione del colore del campione in esame, quando il contrasto tra la parte esposta e non esposta del campione è uguale al contrasto indicato dalla coppia della scala dei grigi per la degradazione, si ricopre con un secondo schermo una delle due parti esposte e si continua l'esposizione fino a quando il contrasto, tra la parte del campione esposto sin dall'inizio della prova e quello non esposto, è uguale al contrasto della coppia della scala dei grigi per la degradazione.

A questo punto si controlla, mediante esatta comparazione, quale degli otto campioni Blu esposti presenta una degradazione di uguale contrasto e si assegna il numero del campione come indice di solidità del campione in esame.

 

Gli indici sono di due tipi:

 

- inizio di viraggio del colore (contrasto 4 della scala dei grigi);

- solidità del colore alla luce (contrasto 3 della scala dei grigi).

 

 

Nel caso in cui il campione in esame sia molto solido (indici 7-8), l'esposizione, per degradarlo fino al contrasto 3 sarebbe molto lunga, per divenire quasi impossibile se la sua solidità è 8.

 

In questo caso si procede nel seguente modo: quando il campione 7 della scala dei blu presenta una degradazione uguale al n. 4 della scala dei grigi, l'esposizione può essere fermata; si assegnerà l'indice 7 al campione in esame se il suo contrasto è di uguale intensità, mentre se il contrasto è di grado inferiore o del tutto inesistente, gli si assegnerà l'indice di solidità 8.

 

 

Esposizione alla luce artificiale

 

L'esposizione alla luce diurna di tinte di bassa solidità è relativamente breve e nell'ordine di alcuni giorni o di settimane ma, in dipendenza delle condizioni climatiche e di colori solidi, i tempi della prova risultano essere molto lunghi, anche di parecchi mesi.

Per ridurre il tempo di esposizione gli studi furono rivolti allo sviluppo di apparecchi che utilizzano la luce artificiale.

La luce solare, in relazione alle diverse condizioni climatiche, essendo fortemente variabile nella sua composizione spettrale, ha richiesto una sua definizione, per poter poi essere riprodotta da lampade artificiali. Le soluzioni proposte sono state la lampada ad arco e quella allo xeno.

 

La luce emessa dalla lampada ad arco è notevolmente più ricca di radiazioni violette e ultraviolette rispetto alla luce solare e ciò può determinare, in qualche caso, che alcune tinte (es. gialle) siano più fortemente degradate di altre (es. blu) se esposte alla lampada ad arco.

La distribuzione spettrale della luce della lampada allo xeno, con una temperatura-colore tra 5500-6500 K, presenta una buona analogia con lo spettro della radiazione solare.

 

- Xenotest

 

L'apparecchio entrò in servizio nel 1954; è costruito dalla Heraeus OriginaI Hanau e utilizza, come sorgente luminosa, la lampada allo xeno.

Il riconoscimento definitivo della lampada allo xeno come sorgente di radiazioni per la prova di solidità alla luce dei tessili è avvenuta nell'ottobre 1964 da parte dell'ISO ed è entrata in uso come norma UNI 7639.

L'apparecchio utilizza una lampada allo xeno raffreddata ad aria. È costruito in modelli che si differenziano per la potenza installata, con possibilità (Xenotest 150 S - 3 steps) di scelta tra tre livelli di illuminazione.

 

 

SOLIDITÀ AD UMIDO

 

Per solidità ad umido si intendono le resistenze che i colori offrono quando vengono sottoposti ad ambienti acquosi. Tipiche sono le solidità: al lavaggio, al sudore, all'acqua, all'acqua di mare, ecc.

Nelle condizioni descritte nei vari procedimenti, la tintura è sollecitata al punto che, se il colorante non è legato solidamente alla fibra, tenderà a dare effetti di degradazione e di migrazione sui tessuti testimonio bianchi.

Le solidità ad umido dipendono quindi dall'intensità delle forze di legame tra colorante e fibra e gli indici di solidità, per un dato colorante, peggiorano all'aumentare dell'intensità di tinta.

 

Solidità al lavaggio

  

Per la determinazione della solidità al lavaggio esiste una serie di trattamenti ad intensità variabile; essa viene effettuata con apparecchi e manualmente. Le provette ed i tessuti testimoni bianchi vengono trattati insieme in apparecchio normalizzato, per il tempo stabilito dalla norma, con la soluzione di lavaggio normalizzato, alla temperatura fissata in relazione al tipo di lavaggio che si desidera (a 40°, 60°, 95 0C).

La prova di solidità al lavaggio viene effettuata nelle seguenti condizioni:

 

                                            UNI 7638 - Solidità al lavaggio a caldo 

Prova

Temperatura

Detergente

Durata

Sfere d'acciaio

 n.

(0C)

 

(min)

inossidabile

 I

40 +- 2

5 g/l sapone in

30

-

 

 

acqua distillata

 

 

 II

80 +- 2

idem

45

-

 III

60 +- 2

5 g/l sapone e

30

-

 

 

2 g/I carbonato

 

 

 

 

di sodio anidro in

 

 

 

 

acqua distillata

 

 

 IV

95 +- 2

idem

30

1O

 V

95 +- 2

idem

240

1O

                 Rapporto di bagno 1 : 50. Valutazione: a mezzo delle scale dei grigi.

                                 degradazione del colore ­scarico sui tessuti bianchi.

 

 

 

 

Spesso i risultati che si ottengono con queste prove di lavaggio non corrispondono alle reali condizioni di lavaggio domestico. L'utilizzazione generalizzata della lavatrice da una parte e dei detersivi sintetici dall'altra, che associano una maggiore efficacia del sapone, sono fattori che incidono severamente sulle tinte.

Per rendere più attuale il metodo di lavaggio si richiede una norma adeguata; un esempio è suggerito dal lavaggio, proposto come norma ISO/DIS 105-C06 e UNI 8280.

 

                           Solidità al lavaggio meccanico con detersivi sintetici (UNI 8280)

 Sigla

Temperatura

pH*

Soluzione

Contenuto

Perborato

 

 della

(0C)

 

(4g/1 di tensio-

in doro

di sodio

N° sfere d'acciaio inossidabile

 prova

 

 

attivo) (mi)

attivo (g/I)

(g/I)

 

 Al

40

-

150

O

O

10

 A2

40

-

150

O

1

10

 B1

50

-

150

O

O

50

 B2

50

-

150

O

1

50

 Cl

60

10,5

50

O

O

50

 C2

60

10,5

50

O

1

50

 DI

70

1{),5

50

O

O

100

 D2

70

10,5

50

O

1

100

 D3

70

10,5

50

0,15

O

100

 E1

95

10,5

50

O

O

100

 E2

95

10,5

50

O

1

100

                                              Regolato con carbonato di sodio durata della prova: 45 min

 

 

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Ultimo aggiornamento: 17-06-09